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Come assicurare contenuti social efficaci alla tua azienda agricola

Perché i professionisti a volte producono contenuti social che non senti “tuoi”

Ti è mai capitato di far fare la tua comunicazione social a un professionista e poi avere la sensazione di ottenerne contenuti scontati, ripetitivi, non interessanti, non “tuoi”? In questo articolo vedremo perché succede e come assicurare contenuti social efficaci alla tua azienda agricola.

Il problema dei contenuti che riempiono il feed senza alcun reale impatto è comune per le piccole aziende e non è sempre dovuto all’inadeguatezza del consulente. Mettiti un momento nei panni dell’agenzia o della professionista a cui ti sei rivolto. Se è seria ha fatto una lunga riunione iniziale con te e ti ha fatto mille domande per capire cosa proponi, cosa ti differenzia dalla concorrenza, che immagine vorresti trasmettere e che obiettivi vorresti raggiungere.

Ma questo è solo l’inizio. I social sono voraci e richiedono argomenti (e immagini e video…) sempre freschi. Chi ti accompagna in questo cammino ha bisogno di spunti e informazioni da te, perché non si trova dentro all’azienda e ne conosce i prodotti e i processi solo in maniera approssimativa. Magari può proporti dei temi ampi, che poi occorre “riempire” insieme. Insomma, anche se ti affidi a un professionista, per avere contenuti efficaci sui social media della tua azienda agricola devi fare la tua parte, investendo il tempo necessario a condividere pensieri, conoscenze e materiali, ma anche a filmare video da pubblicare.

CAUSE COMUNI DEI CONTENUTI SOCIAL INEFFICACI:
- Mancano una chiara definizione del brand e degli obiettivi della comunicazione social
- Utilizzi i social solo per proporre l’acquisto dei tuoi prodotti
- L’agenzia deve “inventarsi” da sola la tua azienda (e magari non sa nulla del tuo settore)
- Non hai fornito in tempo all’agenzia informazioni e materiali 
- L’agenzia lavora su un budget troppo ridotto 
- L’agenzia è poco seria/capace/competente

Contenuti social efficaci richiedono studio, ricerca, tempo

Quest’estate, ho accompagnato la fotografa Marzia Allietta a fare un servizio presso l’alpeggio dell’agriturismo La Chabranda. Abbiamo mangiato in due; dormito in due; visitato la stalla in due. Ma che ci facevo io lì? In quel momento, io guardavo, annusavo, ascoltavo, chiedevo, chiacchieravo. Mi lasciavo sorprendere dall’espressione felice dei maiali quando ricevevano il siero del latte. Registravo la capacità dell’azienda di riutilizzare tutti gli scarti organici. Mi immergevo in una realtà in cui vita e lavoro sono inscindibili, e questo qualche volta può essere faticoso. Scoprivo che il nome di un luogo può richiamare l’acqua ma non aver nemmeno una sorgente, a causa degli squilibri causati dall’attività mineraria nei dintorni. Tutte cose che, via via, stanno entrando nella comunicazione del gruppo di produttori Delizie del dahu, di cui questa azienda fa parte.

Ogni volta che un copywriter scrive due righe davvero “giuste”, quelle parole condensano un lavoro di ricerca di cui il cliente può non accorgersi. Per parlare di un vino, ad esempio, raccoglie informazioni su produttore, processo produttivo, abbinamenti, terreni e quant’altro, per poi evidenziare un solo aspetto alla volta.

Cosa significa comunicare la tua autenticità

I feed dei tuoi canali social si nutrono di dettagli. Come mosaici, costruiscono un’immagine complessiva partendo da tanti tasselli ciascuno dei quali racconta un aspetto singolo e contribuisce a un obiettivo – la notorietà, la generazione di contatti, il coinvolgimento, la vendita.

Nell’era della visibilità portata all’estremo, una narrazione autentica è quello che ti permette di essere diverso dalle altre centomila aziende che offrono prodotti simili al tuo. Ma attenzione: ciò non significa ripetere ossessivamente la parola “autenticità” come ho visto fare nel sito di un’azienda agricola con un effetto davvero stucchevole. Significa invece far emergere i tuoi valori, la ragione che ti spinge a continuare a coltivare la terra e la tua personalità usando modalità visive e linguistiche coerenti.

Un esempio virtuoso è il feed Instagram di Agrimani, un’azienda biologica che ha scelto di raccontare la propria agricoltura così com’è: la bellezza degli ortaggi, l’azione distruttiva di insetti e patologie, il rischio delle avversità climatiche, la bontà dei trasformati artigianali e, anche, la fatica di una presenza su Instagram che a volte si trasforma in un peso. In questa comunicazione, che, un post dopo l’altro, “ti fa entrare in casa”, si legge cura, impegno e una scelta che si rinnova giorno per giorno. Un racconto in cui l’eroismo è fatto di cose piccole ma importanti, come la tenacia di chi, di fronte alle sue serre divelte da una grandinata, sa chiedere esplicitamente aiuto e sa poi fermarsi, riflettere e scegliere la propria giusta dimensione.

Azienda agricola La Chabranda, stagionatura dei formaggi

Come scegliere un social media manager e guidarne l’azione

Se hai la fortuna di avere un professionista della comunicazione che si prende la briga e il tempo di farti domande, conoscere la tua realtà, capire come nascono davvero i tuoi prodotti, fanne tesoro. Dedicagli un po’ di tempo e sappi che permettergli di approfondire è il migliore investimento per una comunicazione lontana dagli stereotipi.

Naturalmente, la nota dolente può essere il budget. Un consulente che lavora su compensi troppo risicati potrebbe non poter affrontare spostamenti e studio, se non altro per il numero di incarichi necessario per far quadrare il suo bilancio. Qui entra in gioco, da parte tua, una riflessione. È vero, stimare il ritorno dell’investimento in comunicazione può essere complicato per una piccola azienda. E tuttavia, in un momento in cui l’offerta è quanto mai ampia, comunicare efficacemente è proprio quello che ti aiuta a emergere dalla massa. Di conseguenza, la mini-spesa per una comunicazione insignificante sarà sempre eccessiva, mentre le risorse e le energie dedicate a una comunicazione efficace ripagano nel tempo.

Diventa allora cruciale scegliere bene. Quando affidi un incarico di comunicazione, non selezionare solo in base al prezzo ma presta attenzione a che servizio ti viene effettivamente proposto, che impegno richiede da parte tua (diverso è fornire reel già pronti e farsi filmare, ad esempio) e che risultato ti puoi aspettare. Una volta definita la collaborazione, poi, continua a guidare il professionista in modo che ogni contenuto pubblicato ti rappresenti e sia funzionale al suo scopo. Ultimo, ma non meno importante: tieni monitorati i risultati senza farti abbagliare dalle vanity metrics, valutando periodicamente con l’agenzia dove occorra migliorare o cambiare rotta.

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